Allena i muscoli a reagire velocemente per tenere la spalla in sede.
Elimina quella sensazione di blocco psicologico nei movimenti a rischio (apprensione).
Recupera il tono muscolare perso durante il periodo di immobilizzazione.
Migliora la capacità del cervello di gestire la spalla nei movimenti complessi.
Test di stabilità
Eseguiamo test specifici di stabilità e apprensione. Valutiamo il grado di lassità e la forza residua dei muscoli stabilizzatori.
Protezione dei legamenti
Definiamo una strategia che protegga i legamenti ancora fragili, iniziando subito a rinforzare i muscoli che “abbracciano” l’omero.
Propriocezione e rinforzo
Utilizziamo esercizi di propriocezione e rinforzo dei rotatori, con stimoli instabili per allenare i riflessi della spalla.
3-4 mesi
Fase finale con esercizi di impatto, caduta controllata e gesti specifici dello sport praticato (return to play). Recupero completo medio: 3-4 mesi.
Per modulare il dolore e facilitare il recupero della mobilità articolare.
Per monitorare in modo oggettivo la riattivazione muscolare.
Per quantificare la forza muscolare e confrontarla nel tempo e tra i due arti.
Per valutare distribuzione del carico, qualità della deambulazione, capacità di salto e cambio di direzione.
Per favorire la riattivazione muscolare nelle fasi iniziali post-infortunio o post-chirurgia.
Per favorire un lavoro muscolare in assenza di carico articolare.
Un team di fisioterapisti specializzati ti accompagna verso il recupero completo con percorsi personalizzati basati sulle più recenti evidenze scientifiche.
Dipende dal tipo di lussazione e dal consiglio del medico, solitamente tra le 2 e le 4 settimane. L’importante è iniziare piccoli esercizi di attivazione anche con il tutore indossato, se consentito.
Non necessariamente. Un programma di rinforzo serio può ridurre drasticamente il rischio di nuove lussazioni, rendendo i muscoli capaci di compensare la lassità dei legamenti.
Dopo un trauma è utile per valutare eventuali danni ossei o dei legamenti, ma non deve ritardare l’inizio della fisioterapia dolce per recuperare la mobilità del gomito e della mano.
Sì, ma solo dopo aver superato dei test di forza e stabilità. Tornare troppo presto senza una muscolatura pronta è il rischio principale di ricaduta.
La chirurgia è un’opzione, specialmente nei pazienti molto giovani o atleti di alto livello. Tuttavia, la riabilitazione è sempre il primo passo e, in molti casi, permette di evitare la sala operatoria con ottimi risultati.